Google+ Badge

domenica 17 luglio 2016

Usi Tacendo Morir

Quello di oggi è il racconto di una tragica vicenda che ho tentato di ricostruire basandomi su notizie raccolte in rete, da fonti che in gran parte verranno al termine citate.


Sono passate da poco le 21.30 quando due militari si inoltrano a piedi nella campagna in contrada Scacciaiazzo.

È il 31 maggio 2016 e siamo in Sicilia, provincia di Trapani, nei pressi di Marsala.
Tra poco calerà l'oscurità completa ma i due carabinieri, nonostante siano in borghese e privi di qualunque appoggio, continuano ad addentrarsi tra campi e coltivazioni.

Sì sono in borghese, nonostante il superiore, il Maresciallo capo Silvio Mirarchi, sia il vice comandante della stazione CC di Ciavolo, frazione di Marsala, pochi chilometri da Scacciaiazzo e risulti quindi personaggio da tutti i locali ben riconoscibile.

Fra orti, serre e campi regolari, in questa incrocio di contrade alla periferia meridionale di Marsala vi sono anche svariate coltivazioni di Cannabis.
Un’attività da alcuni anni molto diffuso in zona, per una produzione di qualità pregiata ma di modeste quantità, tanto che la mafia non ha mai cercato di appropriarsene.
I sequestri operati dalle forze dell'ordine non vanno mai oltre le 20/30 piante, tanto che uno più consistente di alcune centinaia sollevò grande scalpore.

Invece, in quella sera che sta per diventare notte fonda, i due carabinieri solitari, non sappiamo se consapevolmente o meno, si trovano a pochi passi da una o due serre con addirittura 6/9000 piante, per un valore presunto di 5/6 milioni.

Non sono un esperto ma credo che per una piantagione così estesa siano necessarie diverse migliaia di metri quadrati, che stranamente fino a quel giorno sono passati inosservati.
Inoltre le piante richiedono cure e necessitano di macchinari e addetti, inclusi quelli posti di guardia all'esterno.
A differenza delle coltivazioni su scala domestica, è probabile che quelle industriali siano affidate a malviventi esperti e motivati.

Ed è probabile che a un certo punto l'appuntato e il Maresciallo si siano avvicinati troppo ed abbiano iniziato a sentire voci e rumori.
Quando questi si fanno troppo vicini, i militari si qualificano intimando "Alt, carabinieri!".

Abbiamo visto che la posta in gioco è alta, e che d'altro canto proprio questo lascia immaginare che gli incaricati alla sorveglianza siano uomini di esperienza e con i nervi sufficiente sufficientemente saldi.

Comunque sia, la reazione all'Alt è immediata e violentissima.
Una scarica di 7/8 colpi di pistola parte istantaneamente all’indirizzo dei militari.

Quando si fa nuovamente silenzio, Il bilancio è al contempo sanguinoso e sconcertante:
l’appuntato è miracolosamente illeso e il Maresciallo giace a terra, colpito gravemente da due pallottole che l’hanno raggiunto alla schiena.

Svaniti nel buio i malviventi, l’appuntato si adopera prontamente a soccorrere il superiore, il quale, non si sa in che modo né in che tempi, verrà ricoverato dapprima all’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala e da questo trasferito in eliambulanza a Palermo (in quale dei nosocomi non vi è certezza).
Purtroppo risultano inutili gli interventi chirurgici cui verrà sottoposto.
Il maresciallo cessa di respirare nel pomeriggio di mercoledì 1° giugno 2016, in conseguenza dei colpi che gli hanno trapassato un rene e l’aorta.

Messaggi di cordoglio e condoglianze dalle alte cariche dello Stato e, giusto in tempo, un commosso ricordo alla parata del 2 giugno ai Fori Imperiali.

Autopsia, strazio della vedova e dei due figli, camera ardente ed esequie sabato 4 giugno.

Immediata, la caccia all’uomo da parte dell’Arma.
Finalmente scoperte le coltivazioni da 6/9000 piante,  le indagini serrate convergono da subito su due personaggi del posto, proprietari-gestori delle serre di marijuana o del terreno su cui sorgono.

Si tratta del pregiudicato 64enne FD’A e del 45enne NG, incensurato.
Il primo viene sottoposto a custodia cautelare, nonostante gli indizi raccolti nell’immediatezza dell’omicidio indichino chiaramente in NG uno dei due uomini che hanno colpito il maresciallo Mirarchi uccidendolo.

E sì, uno dei due, perché anche se tuttora non si sa quanti fossero i componenti del gruppo di fuoco, di certo c’è che i colpi che hanno ucciso il Maresciallo Mirarchi sono partiti da due pistole diverse.

Dopo qualche settimana dall’imboscata, il 22 giugno, ci si decide ad arrestare anche NG, il quale ovviamente nega ogni responsabilità, aggiungendo un particolare, quello di essere stato in buoni rapporti col sottufficiale, che si serviva da lui per l’acquisto di piante ornamentali.

Alcune considerazioni conclusive.

Sappiamo che l’Arma dei Carabinieri predilige il riserbo e rifugge ogni pubblicità, ma è per me impossibile sottrarmi ai dubbi ed ai sospetti che emergono dagli aspetti oscuri e incomprensibili di questa tragica vicenda, la cui ricostruzione presenta lacune di ogni genere.

Le perplessità si rafforzano se teniamo conto che ogni anno restano uccisi in servizio, non più di 3/4 carabinieri, per fortuna, ma nonostante ciò tutte le notizie sull'assassinio del Maresciallo Mirarchi, caduto, a mia opinione, in un agguato, risultano fortemente oscurate sui media nazionali.


Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini.

link ad altri post con contenuto simile:
Antonio Santarelli - marito e padre
4 ragazzi e 2 carabinieri


FONTI DOCUMENTALI

Riepilogo dell'attività operativa dell'Arma nel 2013

Riepilogo dell'attività operativa dell'Arma nel 2012

Marsala, carabiniere ucciso durante operazione antidroga. Gli hanno sparato alla schiena

Marsala, l'omicidio Mirarchi. Arrestato il proprietario delle serre con la marijuana

Marsala, preso l'omicida del maresciallo Mirarchi: era pronto a fuggire

Marsala, omicidio Mirarchi: tutti i dettagli sull’arresto di Nicolò Girgenti – Ecco il Video

Omicidio Mirarchi. Girgenti: "Non sono stato io". La vedova del Maresciallo: "Si vergogni"

Carabiniere ucciso a Marsala, la vedova: «Siamo rimasti soli, l'uomo catturato si vergogni»

Il carabiniere ucciso e quei campi di cannabis: "Altissima qualità". E la mafia sta a guardare

sabato 4 giugno 2016

Uno Schifo Contro Due Donne


A questi, di marcia e sit-in, ci verrei anch'io, nonostante esca di casa raramente.

La notizia che ho letto oggi sulla cronaca locale (Ancona) de il Resto del Carlino e de il Messaggero (*) mi ha infatti lasciato allibito.

All'aeroporto di Ancona-Falconara, pochi giorni fa, sono state arrestate due donne eritree (di 19 e 38 anni) in possesso di passaporti finlandesi rozzamente falsificati.

Stando al loro racconto, la straziante fuga interrotta all'aeroporto iniziò il 4 aprile, per evitare l'arruolamento forzato nell'esercito del dittatore attualmente al potere nel loro paese, ove vige un regime sanguinario e liberticida.

Poi di certo il Sahara, la Libia, lo scafista, l'Italia ed il maldestro tentativo di imbarcarsi per Londra con il miraggio di un successivo approdo in Norvegia.

Allora io dico: senz'altro giusto l'arresto e il processo, e se vogliamo teniamole in carcere per violazione di leggi anti-terrorismo.

Tutto, ma non quello che è stato sancito: espulsione e rimpatrio forzato in Eritrea!!!!

Vi prego, facciamo qualcosa, ci restano ancora pochi giorni!


(*) sito Ansa Fuggivano da servzio militare,arrestate - Dalla Libia all'Italia in barcone, ma i documenti erano falsi

martedì 31 maggio 2016

Il Decennio Renzi

Oggi più che mai ci meritiamo l'appellativo di Occidentali, in quanto civiltà prossima al tramonto, sia con riguardo all'intraprendenza che riguardo a valori ed ideali del nostro civile convivere.

Disorientamento, arte di arrangiarsi, polverizzazione sociale, hanno creato un vuoto in progressiva espansione.

E così come la natura teme il vuoto, anche la società umana ne ha orrore.
Nell'orizzonte italiano, del vuoto creatosi ha saputo profittare Matteo Renzi.

Con indubbia abilità, infilatosi al posto giusto nel momento giusto, si è imposto quale figura indispensabile per la sopravvivenza del sistema Italia.

Anch'io, come altri, non risparmio critiche al suo operato (*).
Anch'io come tanti altri, sono preoccupato per le conseguenze della nuova legge elettorale e anch'io, al referendum di ottobre, voterò contro la riforma costituzionale da Renzi ideata, ma nessuno deve farsi illusioni.

Permanendo il vuoto di idee ed iniziative efficaci sinora esibito dalla maggior parte della politica e della società civile, Renzi vincerà.

Vincerà quasi sicuramente già a partire dalle imminenti elezioni comunali, vincerà sicuramente al referendum costituzionale e anche alle politiche del 2018.

L'alternativa a Matteo Renzi è un salto nel buio, un rischio che pochi si sentono di affrontare.
Sempre preferibile un pieno che un vuoto, fosse anche un pieno di chiacchiere.


venerdì 13 maggio 2016

Il Padre Del Pusher Sono Io

Si sono io il padre di colui che, successivamente al deplorevole episodio (*) avvenuto ad Ancona il 10 maggio in piazza Malatesta, è stato etichettato, nella più benevola delle ipotesi, come il pusher capo-banda.

Mio figlio è maggiorenne e risponde in proprio per quanto accaduto, ma confesso che fa orrore leggere sui social gli sfoghi e le minacce di chi vorrebbe linciare od orribilmente punire lui e i genitori (cioè me e mia moglie).

Fa male leggere quelle cose, e non solo perché rivolte alla mia famiglia, ma anche perché dimostrano un vuoto morale che solo la rabbia riesce ad alleviare.

Forse il 10 maggio, quella stessa rabbia ha dato agli eventi una svolta così drammatica e dolorosa.

Dolorosa per tutte le persone coinvolte e per le loro famiglie.
Dolorosa nel fisico e nel morale.

E allora, a tutti coloro che stanno soffrendo, va la mia umana comprensione e solidarietà.

In particolare sinceri auguri di pronta guarigione al signore mio coetaneo che quel giorno ha dovuto ricorrere alle cure mediche in ospedale.

Ho letto di tanti che vogliono farsi giustizia da sé, ma quasi nessuno si è domandato come sta di salute quel nostro concittadino.

Troppo spesso la rabbia prevale sulla pietà.

_________________
altri link:
- crescono
- per sempre figlio

lunedì 2 maggio 2016

Quello Che Vogliono

Son capitato in ospedale per degli accertamenti abbastanza importanti.

Mi ha colpito l'atteggiamento del primario, il quale, quando il giovane collaboratore apprendista, ad alcune sue raccomandazioni, diceva di aver già provveduto, se ne usciva con un "benissimo" o un "ottimo" di approvazione.

Ora, non è che tutti si possa pretendere una benevolenza del genere dal proprio capo, ma almeno che, astenendosi il medesimo dal rivolgerti mai un sia pur minimo cenno di apprezzamento, eviti di infierire con richiami su questioni talmente speciose che la replica standard alla fine diventa un convenzionale e per nulla convinto "penso d'aver sbagliato, mi spiace".


il lavoro rende schiavi

infangare a piacimento

mercoledì 20 aprile 2016

Povere Colf

Con riferimento alle vittime di "violenza di genere", il decreto legislativo 148/2015 ha esteso, anche per gli anni successivi al 2015, le tutele introdotte in via sperimentale con l'art. 24 del decreto legislativo 80/2015.

La norma prevede una particolare tutela per le vittime di violenza di genere, affinché le stesse possano svolgere il percorso di protezione certificato a cura dei Comuni, dei Centri Antiviolenza o delle Case Rifugio (legge 119/2013).

Ci piace questo articolo 24, che comunque:

  1. tra le eventuali vittime, pone tutele solo per le donne
  2. tra le donne vittime della violenza di genere, prende in considerazione solo le "lavoratrici"
  3. tra le donne lavoratrici, solo a quelle dipendenti (però sia pubbliche che private) attribuisce il diritto a congedi retribuiti per lo svolgimento dei suddetti percorsi di protezione.


Le donne lavoratrici con rapporto non di lavoro dipendente, ma di collaborazione coordinata e continuativa, hanno diritto ai soli "permessi", senza alcuna indennità.

Le donne lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari, infine, sono dall'articolo 24 espressamente escluse dalle tutele con esso istituite.


lavori esauriti
tutela universale

martedì 1 marzo 2016

Tutela Universale

- Ho già avuto modo di scrivere come la penso circa l'ipergiuridismo oggi imperante attraverso miriadi di leggi e sentenze.
Come la maledizione di Re Mida, esso trasforma in denaro tutto ciò che tocca, dando un prezzo alla sofferenza degli agonizzanti (*) e monetizzando la perdita di un figlio fanciullo (*).

- Ho altresì già illustrato (*) come contraddittoriamente manchi, nel nostro sistema, ad eccezione forse della sanità, un diritto generalizzato, universale, incondizionato, ad una sopravvivenza dignitosa, che significa cibo, alloggio, formazione per tutti, assistenza per disabilità permanenti.
Di certo nella mente dei nostri governanti e legislatori, così come anche in quella di molti cittadini, una tutela di questo genere viene ricompresa tra quei "diritti sociali" (*) che entrano in vigore solo se c'è la copertura finanziaria...


Vi è uno stridente contrasto tra le situazioni descritte nei punti precedenti.

Da una parte si quantifica in denaro ogni elemento dell'umana sofferenza, dall'altro la persona viene lasciata in balìa degli eventi socio-economici o delle avversità naturali.


Così vi sono famiglie ridotte in miseria che non possono usufruire di ammortizzatori sociali, sempre condizionati ("ci dispiace, le mancavano solo due settimane")  a requisiti astrusi e incomprensibili se non da parte di astuti profittatori).


uomini e prezzi

trattamento base (welfare reloaded)

diritto di niente

povere colf

una egoistica solidarietà sarebbe già tanto

mercoledì 27 gennaio 2016

Unboxing Venere

Grazie alle statue dei musei capitolini, impacchettate per non offendere il presidente mediorientale con le loro nudità, stamane ci siamo svegliati tutti appassionati estimatori d'arte. (*)

Non solo, tutti quanti fieri difensori delle tradizioni culturali e degli occidentali italici valori, cui non è parso opportuno abdicare in rispetto della sensibilità (presunta) del leader in visita.

Insomma, pudenda coperte e patriottismo per un giorno riscoperto.

Sinceramente la questione non mi appassiona, anzi, mi lascerebbe del tutto indifferente, se non fosse per la ferocia del regime straniero, purtroppo drammaticamente rappresentata dalle immagini di frequenti impiccagioni di massa.

A lasciarmi perplesso è invece il fatto che il patriottico rumoreggiare a favore dell'arte classica e delle tradizioni, veda in prima linea anche tutti coloro che, sempre in prima linea, tutto l'anno lottano per togliere ogni crocifisso dai luoghi pubblici, ed ogni Natale per bandire ogni presepe dalle scuole.

Chiederei a costoro di decidersi: tradizione sì o tradizione no?

Ma io ho capito: vi sono oggetti che, se pur rozzamente fabbricati in serie con legno e plastica, simboleggiano valori e realtà molto più vivi e presenti di quelli raffigurati da preziose ma gelide sculture in marmo pregiato.


a Cesare quel che è di Cesare
cristiano semplice

martedì 22 dicembre 2015

Uscito per errore (prima bozza)

Sono sempre stato convinto che ogni epoca storica non sia troppo dissimile dalle precedenti, e che i problemi da affrontare siano ciclicamente gli stessi.
Già nell'antica Grecia c'era chi si lamentava per la decadenza dei costumi e il diffondersi della corruzione.
Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.
Ma stavolta, a torto (magari perché vado verso i sessanta), o a ragione, mi devo ricredere.
Incremento demografico e distruzione dell'ecosistema, eugenetica ed uteri in affitto anche per sposi dello stesso sesso maschile, tanto per non andare oltre, sono sfide ardue da affrontare.
Stavolta credo che ci troviamo davvero di fronte ad una faglia epocale, ad un salto vertiginoso nella apparente continuità della nostra evoluzione.
Il nostro cervello non riesce a star dietro ai mutamenti tecno-scientifici degli ultimi cento anni.
I progressi realizzati nel 900 segnano una insanabile frattura con l'uniforme incremento dei millenni precedenti.
Nell'arco di un solo secolo, dopo 12.000 anni di civiltà, abbiamo sviluppato efficaci sistemi anticoncezionali, abbiamo debellato malattie che credevamo invincibili, abbiamo realizzato sistemi di comunicazione ed elaborazione dati di inimmaginabile potenza, abbiamo fatto due guerre mondiali, riempito depositi di atomiche, abbiamo dichiarato illegale la schiavitù e proclamato l'eguaglianza anche politica di uomini e donne.
Letteralmente e figurativamente, in 70 anni siamo passati dalla Terra alla Luna,
Non so come si sia creata questa discontinuità, ma quel che so è che le realizzazioni delle tecno-scienze sono state e sono tuttora così imponenti e rapide che per un essere con un solo cervello, per di più ancora dominato dalla sua istintuale porzione primitiva (l'amigdala?) ne è impossibile un contestuale adattamento.
Se ci abbiamo messo milioni di anni per diventare uomini primitivi con stazione eretta, non possiamo sopportare nell'arco di un secolo il passaggio dalla terra alle stelle.
E allora ecco che la faglia tecno-scientifica diventa frattura mentale, sociopatia, incertezza e contraddizioni etiche, eugenetica e veganesimo a braccetto.


27esimaora.corriere.it - Veronesi: il mio sì all'utero in affitto

martedì 8 dicembre 2015

Cielo limpido: brutte notizie

Leggo che il 2015 sarà il primo anno al termine del quale si registrerà una riduzione delle emissioni di anidride carbonica "nonostante la crescita economica".

Personalmente credo che questo dato, di per sé rassicurante, per i fautori della crescita illimitata sia indice, invece, di grave crisi, di un insufficiente incremento produttivo e di un rallentamento della gioiosa spirale consumo-produco-guadagno-consumo(*).

Vedremo come ce la faranno pagare nel 2016 (anche noi però è ora che rinunciamo a qualcosa).


il lavoro rende schiavi

mercoledì 18 novembre 2015

Il Buon Selvaggio

Se il massacro ai danni di Charlie Hebdo poteva essere interpretato come una rappresaglia terroristica verso un nemico virtuale ma ben identificato, il sangue al concerto e allo stadio sono la bomba tirata sull'ospedale.

Sono i barconi dei disperati presi a cannonate anziché tirati a riva.

Niente da comprendere.
Nulla da spiegare con analisi erudite di rapporti causa-effetto.

Li abbiamo armati noi?

Beh, anzitutto nessuno dà fuoco alla casa del proprio spacciatore e poi, se ben ricordo, Beretta, Glock ecc non sfornano cinture esplosive.

Ma anche così fosse, la dobbiamo smettere con questo autolesionistico senso di colpa che affonda le radici ormai fetide in un eurocentrismo deforme.
Come pretendessimo di essere sempre noi i protagonisti assoluti, prima con l'aggressione colonialista ed ora con la sindrome da capro espiatorio.

Squallida esibizione di un paternalismo senza fine verso mediorientali, africani ecc, come se gli extraeuropei non fossero all'altezza di distinguere il bene dal male.

Come si trattasse di poveri selvaggi incivili ed "irresponsabili", nel qual caso non si capisce che senso avrebbero i nostri continui appelli e firme contro lapidazioni ed impiccagioni di massa  a mezzo gru.

Come se avessimo colonizzato e schiavizzato certe popolazioni con il potere delle armi ma anche con il potere divino di estirparne il discernimento per i secoli a venire.


odissea all'alba
73 anime perse
uno schifo contro due donne
licenza di satira la bestemmia la legge e gli innocenti

martedì 29 settembre 2015

Spretato

Quando un sacerdote si "spreta" sarebbe bene, anche da parte del Vescovo, rendere pubblico il motivo ai fedeli (salvaguardando la decenza).

Perché i preti hanno tanta importanza per tante persone, a volte del tutto innocenti, deboli o in fasi delicate della loro vita.

Non è forse preferibile rendere noto che don XXXX se n'è andato dalla parrocchia, faccio per dire, perché s'è innamorato d'una catechista, anziché lasciar aleggiare il sospetto di una falsa vocazione o di un ipocrita apostolato, screditando a sangue tutto quello che ha detto e fatto nel corso del suo ministero?


bisognosi
liberi di non esserlo 

lunedì 21 settembre 2015

La Tav e l'Antimuffa

Il poeta Erri De Luca è sotto processo per istigazione a delinquere in merito al sabotaggio della erigenda linea TAV Torino-Lione (o Lione-Torino, non ricordo).

Sicuramente inquirenti e giudici hanno le loro ragioni.
Sicuramente De Luca ha il diritto di difendersi in tutti i modi legittimi e pertinenti (tra questi non rientra l'aver scritto testi di sublime poesia, perché anche Nerone suonava l'arpa).

Tengo a precisare di essere più a favore che contro la TAV (anche se di poco), e di ammirare le opere di Erri De Luca ma fino a un certo punto.

Però...possibile che non ci siano reati più allarmanti e pericolosi da perseguire?
Oppure li avete già condannati tutti e vi resta tempo per questo signore qua?

Personalmente condanno tutte le incursioni violente o distruttive delle bande no-Tav, ma possibile che il povero De Luca le abbia scatenate lui?!

A lasciarlo stare credo si farebbe miglior figura.

Riporto un fatto analogo seppur, come si dice, in sedicesimo.

La signora del piano terra con le finestre a livello marmitte che pretende che gli universitari inquilini paghino il trattamento anti muffa, essendosi la stessa formata solo (?) a causa della non sufficiente aerazione (a base di monossido di carbonio), ha sicuramente la legge dalla sua, ma il peso del buonsenso è tale che dovrebbe solo tacere e chiamare l'imbianchino.



Erri De Luca, procura di Torino chiede condanna a 8 mesi: “Le sue parole hanno effetto sul movimento No Tav” (Il Fatto Quotidiano)

magistrati in sciopero
infangare a piacimento

mercoledì 2 settembre 2015

Dalle borse alla Borsa (sindrome cinese)

La Cina è stato il nostro misterioso dubbio per un più di un secolo.
Il timore appena sussurrato di una "atomica cinese" tanto potente da squassare continenti interi.
La saggezza occulta di chi si insinua nelle quinte del nostro scenario facendosi tessile a Prato e commerciante ad Arezzo, senza mai un funerale (si dice).
Il drago che sonnecchia ma che all'improvviso può risvegliarsi (mi sembra Napoleone?).
L'impatto della forza e dei numeri, che se ogni loro adulto avesse un'auto l'atmosfera diverrebbe irrespirabile in un paio di giorni.

E invece no!

Ci hanno colpito con finezza, hanno appreso ed ora combattono con le nostre stesse sofisticate armi.
Niente cielo oscurato dal carbone, ma il colpo d'ala di un'aquila, lieve e devastante al contempo.

Borsa, finanza, svalutazioni, percentuali di cambio, quelle che erano divenute le nostre armi preferite, ci si rivoltano contro in salsa mandarino.

La duttile e geniale intelligenza dei camuffatori (ottimizzatori?) di griffe di abbigliamento-accessori-àifòne-vetridiMurano-Maserati-tutto, con pazienza ha infine prevalso.

economia: torna la sindrome cinese-borse in calo
la stessa pagina

lunedì 10 agosto 2015

La Sicurezza Dal Lavoro


Cioè, non capisco come si fa a dire che il lavoro è una cosa buona.

Se esistono discipline quali la medicina del lavoro e la sicurezza del lavoro.

Se uno oltre che rimanerci secco o invalido (vedi INAIL: Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro) può anche rimediarsi una delle tante malattie croniche dette "malattie professionali", la maggior parte delle quali fa paura anche solo nominarle.

Se le ferie vanno fruite nel tempo che l'imprenditore stabilisce (tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro).

Tutto quanto sopra premesso:
              non capisco proprio



il lavoro rende schiavi

mercoledì 29 luglio 2015

Il Lavoro Rende Schiavi


Scusate l'insistenza, ma capisco quanto sia difficile evadere da alcuni schemi di pensiero precostituiti e molto ben radicati.

Siamo schiavi di un sistema economico disumano che avrà sì e no 200 anni, eppure ci comportiamo come se fosse sempre stato così.

E dunque ci raccontiamo che oggi il problema è la mancanza di lavoro, quel lavoro che dovrebbe alimentare la spirale consumo-produco-guadagno-consumo.

Ma non è affatto così.

Il problema casomai sta nella miseria, nella povertà, nella mancanza di cibo, di vestiti e alloggio dignitosi.

Siamo cresciuti con una idea fasulla, secondo cui la libertà consiste nello spendere denaro, scegliendo a chi pagare l'affitto o a chi dare soldi per comperarmi la cena o un cappotto.

Siamo ormai tutti così convinti di questa tossica menzogna che per ottenere tale misera pseudo-libertà reputiamo accettabile prostituirci.

Riteniamo non solo dignitoso, ma addirittura nobile dare a noleggio la nostra persona ad un altro soggetto anche 10/12 ore al giorno in cambio di denaro e questa schiavitù l'abbiamo persino chiamato diritto e, colmo dei colmi, la esigiamo

Il denaro ci rende solo capaci di spendere e di stimolare la produzione, nella speranza (!!!) di mantenere ancora appetibile la vendita di noi stessi al mercato degli schiavi, in una spirale feroce e senza uscita.

Sì, il lavoro rende liberi (se non ci si pensa troppo).


una egoistica solidarietà sarebbe già tanto
trattamento base (welfare reloaded)
la sicurezza dal lavoro
cielo limpido: brutte notizie
quello che vogliono

mercoledì 1 luglio 2015

#pensoquindidono (prima di criticare i Testimoni di Geova)

Si tratta di una iniziativa "social" in data odierna di sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti.
Aiutato da mio figlio maggiore e da mia moglie, c'ho messo la faccia anch'io.

Niente di che, un gesto da nulla, considerato che da anni giro con il tesserino Aido in tasca.
Essere un potenziale donatore non mi ha mai fatto un effetto particolare, la considero una scelta come tante, che è irrilevante per me ma che potrebbe rivelarsi vitale per altre persone.

Non credo che i miei "pezzi" alla fine potranno essere più utili di tanto, salvo che la scienza, nel frattempo, compia progressi prodigiosi...
E neppure disconosco il valore della mia parte materiale che, indissolubilmente legata a quella spirituale, costituisce Enrico Isopi.

Mi han fatto riflettere alcuni messaggi e osservazioni volti a mettermi in guardia da possibili abusi ad opera di personale sanitario (tipo prelievo a morte ancora non avvenuta eccetera).

Non so, non ho particolari motivi di fiducia nei medici e nelle autortà sanitarie, ma neppure motivi di sfiducia.

E' una cosa che fai se ci pensi un po' sopra e se ti senti, mica un obbligo!

Per me, anche una piccola rivalsa a fronte della delusione di non aver mai potuto donare il sangue.

A proposito di trasfusioni, per tutti quelli che temono una fraudolenta morte apparente: spero non siate tra coloro che poi insorgono contro i Testimoni di Geova perché contrari appunto alle trasfusioni di sangue.
autore grafico Claudio Isopi

liberi di non esserlo
la bestemmia la legge e gli innocenti

sabato 20 giugno 2015

Obsolescentia Lege

Dai giornali apprendo una notizia che mi lascia costernato
Nessuna legge prevede (*) che gli auovelox vengano di tanto in tanto controllati per vedere se funzionano bene.

Tralasciando le minacciate valanghe di ricorsi da parte di tutti i multati (ma quanti si saranno salvati grazie ad un autovelox con una "staratura" in difetto!), giungo ad una conclusione.

Nel paese dove, appena nasce un bimbo, la prima cosa da fare è correre a farsi rilasciare il codice fiscale, non esiste una norma, né scritta né consuetudinaria, in base alla quale non dico gli autovelox, ma qualunque congegno-manufatto-cosa-animale-vegetale-roccia che abbia una qualunque interferenza con la vita umana debba essere sottoposta periodicamente a un controllo.

Beh allora mi spiego perché costoni di roccia crollano su scolaresche in vacanza, e perché alcuni restano uccisi da fiumi che esondano: non c'è la legge che prevede i controlli!


Ma cari italiani, forse non andate una volta all'anno dal medico per le analisi del sangue, anche se non c'è una legge?

Concittadini miei, non controllate forse, oltre a quella sanguigna, la pressione degli pneumatici ogni 3/4 mesi, pur ignorando se vi sia o meno una legge che lo imponga?

Se ogni 30 mesi cambiamo spontaneamente smartphone un motivo ci sarà pure, legge o non legge!
Oppure no?

etilometro vs autovelox
die deutsche weisheit
istantanee da berlino
british policy

martedì 5 maggio 2015

Garanti Della Costituzione

Per chi, come me, non aveva opinioni precise, ma soltanto dubbi, in merito alla opportunità di un secondo mandato del Capo dello Stato, è stato sufficiente ascoltare il messaggio di fine anno 2014.

Il Presidente Napolitano, in tale ultimo discorso, ha detto schiettamente che, con l'elezione del suo successore, si sarebbe chiusa "la parentesi di un'eccezionalità costituzionale" (*).

D'altronde la disponibilità per un secondo mandato, a lui chiesta e da egli offerta ad aprile 2013 fu, se ben comprendo, provvidenziale per l'Italia, ma le sue prossime dimissioni avrebbero invece permesso un positivo ritorno "alla normalità costituzionale" (*).

Tanti dubbi (purtroppo) fugati in una manciata di secondi.

Brividi istituzionali ed amarezza senza limiti.

Gratitudine all'attuale Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, per quella sua lucida analisi sul suo secondo mandato.

lunedì 27 aprile 2015

Pensione Pubblica

Opinioni di un uomo qualunque.

Sfatato il mito che le pensioni siano il risultato dei propri contributi versati e "investiti", va ricordato che esse vengono invece finanziate, ogni anno, con i contributi versati dalla "popolazione attiva" e occupata.

Non ci aspetta quindi un futuro roseo, perché se si manda la gente in pensione sempre più tardi vuol dire che ci si aspetta una costante diminuzione nel numero di lavoratori occupati in grado di versare i contributi necessari per le pensioni in corso.

Inoltre, chi alla pensione ci arriverà, ne usufruirà per minor tempo, data l'età avanzata, e gli importi, calcolati col nuovo famoso sistema contributivo, saranno sempre più bassi,

Riguardo a tale calcolo, detto contributivo, non posso credere che sia stato ideato a fini di equità, anche perché, dal momento che i contributi sono proporzionali al reddito, pure la pensione continuerà ad esserlo.

Ritengo invece che eliminerà sì alcune ingiuste storture, ma all'interno di un generalizzato abbassamento e appiattimento degli importi delle future pensioni.


trattamento base (welfare reloaded)
diritto di niente

sabato 25 aprile 2015

25 aprile minuscolo



Con papà e mia sorella, un’insolita mattinata fuori città
Poche ore nei luoghi in cui da piccolo mio padre era sfollato diventano un salto all’indietro di 70 anni.

Le strade, le case, gli incroci sono all’incirca gli stessi, quelli dove scorrazzava un ragazzino sudato e spettinato, ignaro circa le dimensioni di una guerra di cui anch’egli era una comparsa, ma solo parzialmente defilata.

Dentro un minuscolo frammento di storia non ne vedi i confini, ma la quotidianità nuda la vivi tutta.
Magari non comprendi le contrapposte ideologie, ma le diverse divise le riconosci al volo dal colore, dal taglio o dall’odore.

Tra ciascuno foggia di uniforme il ragazzo è sempre soltanto un ragazzo, tanto per i tedeschi che per i polacchi e gli americani.
E se in un fazzoletto di storia non si decidono gli assetti del planisfero, dentro ci si giocano comunque la morte e la vita della gente, dei civili come dei combattenti.

I ricordi del ragazzino sono ancora vivaci.
Ecco la piazzetta dove un soldato di colore (che all’epoca, senza alcuna sfumatura di disprezzo, si diceva “negro”) ti regala una tavoletta di cioccolato; è la stessa piazzetta in cui la settimana prima un paio di tedeschi ti avevano medicato e fasciato la gamba dopo una rovinosa caduta dalla bici.

Le piccole ignare astuzie dei civili a seguito dell’ordine di eccidio, la morte e la vita segnate da un botola e dal tappetino che la nasconde.

La morte per adesso beffata dal soldato con il mitra, che la botola intravede ma che svelto si gira dall’altra parte, forse perché stanco o forse perché lì aveva bevuto una tazza di latte appena munto.

La Storia è fatta di milioni di storie, ognuna con il suo sapore.

la memoria e il corteo
la memoria e il furore